La Tragedia di Yellowjackets: il mito greco dell'adolescenza femminile tra violenza mimetica e desiderio
- Anna Maria Ristori

- Jan 13
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E' tutto iniziato come comincia ogni tragedia: da uno status quo, dall'armonia.Per quanto armoniosa può essere la vita di una ragazza in piena adolescenza: quando sei poco più di una bambina ma la società ti impone di prendere scelte da donna, quando la più grande tragedia è perdere l'approvazione del branco e finire emarginata mentre fai a cazzotti con il desiderio di apparire e quello di essere e così finisci per nascondere la vera te, quando hai appena contezza del tuo sangue mestruale ma devi fare i conti con il sangue della rottura dell'imene. Perché essere adolescente è come avere tante parti a comporti finché non diventi qualcosa di assolutamente irriconoscibile a metà tra la bambina umana e la fiera.Le adolescenti sono degli esseri mitologici, la cui vita si divide tra quella del branco, come animali notturni a caccia di prede da sacrificare, e quella della divinità, come esseri puri ancora legati al mondo dell'innocenza e del divino.Vivere l'adolescenza per una ragazza è già una tragedia, quello che accade quando poi si rompe lo status quo è l'aprirsi di una voragine che risucchia l'adolescente in una tenebra che non la lascerà andare una volta raggiunta l'età adulta.Questo vale per ogni ragazza, e vale anche per le ragazze di Yellowjackets, ognuna di loro protagonista di una propria tragedia, costrette a prendere parte a un mito corale.
Vediamo brevemente la premessa a questa serie tv mistery dalle tinte teen ma che sa tanto di tragedia e mito antico.
Negli anni 90, un aereo precipita in una foresta desolata e irraggiungibile. A bordo c'è la squadra femminile di football di una scuola superiore americana. Per una fortuna che ha l'odore di predestinazione, molte di loro sopravvivono e tra i boschi ricostruiscono una società con le regole del mondo in cui si trovano, animale e pagano. A vegliare su di loro la presenza di uno spirito che le costringe a commettere gli atti più inimmaginabili pur di sopravvivere.Passano più di 20 anni, le Yellowjackets sono tornate a casa dopo quasi 2 anni nel bosco.Non tutte loro sono tornate.Ma non sono comunque tornate da sole, qualcosa le ha seguite.
DRAMATIS PERSONAE
Jackie: nella catena alimentare della società adolescenziale sta in cima, è l'ape regina, la ragazza popolare che tutti vorrebbero essere o vorrebbero farsi. E' bella, è intelligente, è il punto di riferimento per la sua squadra. Questo finché non si ritrovano nella foresta, dove l'ordine viene messo sottosopra e la catena alimentare ribaltata. Nella foresta la popolarità di Jackie e la sua bellezza servono solo per appagare le divinità e da predatrice diventa preda. Il suo desiderio diventa il capro espiatorio che fa da miccia all’escalation di violenza. Tradita da chi amava, il suo fantasma vive come in carne ed ossa, il ricordo del male che è stato fatto in suo nome, il suo sangue che non si laverà mai, assorbito letteralmente dalle Yellowjackets.
Shauna: nel mondo degli uomini è costretta al secondo posto, sempre indossando la medaglia d'argento accanto a quella d'oro di Jackie. La spalla, l'amica che brilla di luce riflessa. La foresta da Shauna non chiede niente, ma dà. Shauna è la madre divina, lei arriva nel bosco incinta e la natura le dona la capacità di dare e togliere la vita. I sensi di colpa e i rancori sono fantasmi con cui fa amicizia senza temerli, anzi, Shauna adorna i suoi fantasmi e cerca di renderli accettabili. Ma Shauna, una volta entrata nella foresta, non sarà più un essere umano accettabile dalla società: il suo sangue freddo e la sua crudeltà riescono sempre a strabordare dal vaso di Pandora in cui si chiude.
Vanessa: Vanessa parte da una situazione anomala: essendo omosessuale, per il mondo degli umani è già considerata una reietta. Infatti è nella foresta che potrà essere se stessa per la prima volta, liberandosi dalle catene dei pregiudizi. La foresta la metterà alla prova con un battesimo del fuoco: per ingraziarsi le divinità sarà costretta a sacrificare metà del suo volto tra le fauci di un lupo, ma da allora, anche dentro di lei nasce una belva che ulula alla luna. Quando però Vanessa è costretta a lasciare la foresta per tornare nella società, il conto da pagare è il più caro di tutti: ancorata al mondo che aveva lasciato quando è precipitata, Vanessa gestisce un negozio di videocassette e oggetti vintage, incapace di andare avanti e vedere un futuro anche a causa di un cancro terminale che la sta uccidendo. Essere stata salvata dal bosco e allontanata dallo spirito, per Vanessa è equivalso a una condanna a morte.
Taissa: Taissa vive nella menzogna. Mente a se stessa credendo di poter trovare uno spazio del mondo. In quanto donna nera omosessuale, non c'è un posto per lei nella società umana, tutto quello che crea viene distrutto: la sua famiglia, la sua carriera, i suoi progetti per il futuro naufragano quando il passato torna a bussare alla sua porta, un passato che in realtà non si è mai nascosto. Taissa nel bosco ha trovato se stessa. Solo nella natura, Taissa ha potuto tirare fuori la vera sé: una creatura assetata di sangue e senza scrupoli, che dorme sulla cima degli alberi. L'alter ego di Taissa le ricorda che niente di questa facciata che lei ha costruito per gli umani può funzionare. La carriera in politica, la vita come moglie e madre, niente di tutto questo le appartiene, il suo destino è legato alla foresta e Taissa continua a non accettare la sua parte animalesca.
Natalie: nessun mondo la accoglie. Nella società umana è emarginata: una figlia della violenza patriarcale che cerca di scappare dalla realtà attraverso le sostanze e dando il suo corpo. Una peccatrice terrena, nella foresta assuma la forma di Artemide, la dea casta della caccia. Le sue colpe di sangue vengono ripagate con il talento per cacciare le belve. Da portatrice di scandalo a portatrice di nutrimento, Natalie non riuscirà mai a reintegrarsi nella società. Gli incubi dei suoi peccati possono venir solo estirpati attraverso la morte. Più innocente e pura di molte sue compagne, nonostante il sangue nelle sue mani, agli occhi del destino il bene che lei ha sempre cercato di fare per gli altri non è valso a niente. La sua morte è necessaria per appagare la fame degli spiriti che l'hanno sempre tormentata e per finalmente liberarla.
Misty: lei apparteneva al bosco da molto prima. Nella società umana è considerata alla base della catena alimentare, la preda più facile da catturare, ma Misty in realtà è una divinità maligna sotto mentite spoglie. Si aggira nel mondo degli umani cercando l'approvazione e una volta non le viene riconosciuta scaglia le sue piaghe. Dove lei cammina piove fuoco e i fiumi si tingono di sangue, ma con il sorriso. Misty è il male necessario, il male che ci ricorda che nel mondo esiste un abisso che prima o poi ricambia il tuo sguardo. Misty è capace di distruggere la radio di emergenza per ergersi a salvatrice del suo gruppo, di farsi deus ex machina per la catastrofe. Gli dei verranno infatti risvegliati quando per puro errore le ragazze mangiano i funghi allucinogeni da lei raccolti. Maestra di veleni e della medicina, Misty è la divinità che non vuoi metterti contro. La sua oscurità è talmente asfissiante che porta giù tutti con sé senza che se ne accorgano, nessuno sa che lei è la radice della tragedia e ogni giorno, Misty cerca di esorcizzare questo suo potere mortifero facendo del bene e prendendosi cura degli altri. Ma anche nel suo amore c'è del veleno ed è impossibile amarla, perché avvicinarsi a lei vuol dire morire.
Lottie: è la voce della foresta, la sacerdotessa. Considerata mostruosa dalla società, dai genitori che l'hanno creata, per le sue doti profetiche mostrate sin dall'infanzia, verrà incoronata regina della foresta. Una Cassandra al contrario, che viene creduta ma non crede a se stessa. La regina del mazzo di carte con gli occhi cancellati che porta sempre in tasca. Lottie è la prescelta dalla divinità che vive con loro nella foresta, lei si fa sua voce ma non crede a questo potere. Il suo culto diventa sanguinario ma inevitabile per sopravvivere, tutte le Yellowjackets diventano adepte di questa sua chiesa. Ma nonostante le sue profezie si avverino sempre, lei continua a non credere nell'Oltre, in quell'ombra che l'ha seguita.
Laura Lee: la prova che dove esiste il bene esiste anche il male, è l'agnello. Se Misty è il male necessario, Laura Lee è il bene necessario. La sua cieca fede in Dio è la speranza per le Yellowjackets, in un mondo selvaggio, la sua fede diventa luce, mentre nella società umana la sua fede veniva fagocitata dal bisogno di apparire e della popolarità. Sarà lei a battezzare Lottie in nome di un dio che lei credeva cristiano, ma non lo era. Quando finisce nella natura, Laura Lee continua a parlare con un dio che però non è più il suo. Il dio cristiano è rimasto nella civiltà, lontana da qui. Proverà ad andarsene, a volare via da quella foresta, ma quel dio che lei aveva nutrito con le sue preghiere glielo impedisce. E' la prima Yellowjackets a morire e il suo sacrificio è mitico: come Icaro, Laura Lee ha provato a volare, ma la sua presunzione è stata punita, i segnali che aveva letto nelle ali degli uccelli erano sbagliati, l'aereo che ha riparato esplode in volo. Lottie l'aveva vista avvolta dalle fiamme come Icaro, non dalle fiamme dello spirito santo. Il suo fantasma si aggira nel passato e nel futuro, accogliendo tutti i sacrifici che la foresta esige dalle Yellowjackets, come uno spirito benevolo alle porte dell'aldilà.
La violenza mimetica: il desiderio di Jackie e la peste di Efeso nel mito di Apollonio.
Se anziché sui Vangeli, René Girard avesse scritto il suo ''Vedo Satana cadere come la Folgore'' su Yellowjackets, non avrebbe dovuto cambiare neanche una virgola.Nel saggio si parla di temi come la violenza mimetica e il capro espiatorio e di come in tutte le società, la pietra dello scandalo nasca dal desiderio.Gli uomini, dice Girard, sono gli unici animali che hanno sviluppato il concetto di desiderio, questo ci distingue dalle altre specie.E' il desiderio che rende l'uomo lupo e lo mette contro i suoi simili. Ogni atto di violenza nasce da un desiderio, le guerre partono perché due fazioni desiderano lo stesso pezzo di terra, o si contendono una risorsa che li arricchirebbe.Anche in Yellowjackets la pietra dello scandalo nasce dal desiderio.Il ciclo di violenza mimetica ha inizio quando Jackie osa desiderare, qualcosa che le altre protagoniste non si sono permesse di fare.Jackie desidera qualcosa che non è suo: l'amore.La tragedia di Jackie ha origine dal tradimento di Shauna: le due si contendono lo stesso uomo, Jackie non sa della trama che Shauna ha cucito alle sue spalle e quando scopre che il figlio che porta in grembo è in realtà del suo fidanzato, cresce in lei il desiderio di vendetta e di essere amata.Vuole quello che Shauna le ha tolto.Vuole perdere la verginità, dopo che Shauna le ha tolto anche che quel primato.E così porta lo scandalo nella foresta, scatenando la violenza mimetica.Ci sono anche degli uomini nella foresta con loro, i figli dell'allenatore e il vice allenatore, ma questi uomini non rientrano nel cerchio della società pagana che hanno creato, sono solo gli oggetti del desiderio delle donne, sacrificabili e sacrificati alle divinità.Uno di questi uomini è Travis, che diventa l'oggetto del contendere. Innamorato e amato a sua volta da Natalie, è però voluto da Jackie. Dato che a lei è stato rubato l'amore, è giusto che anche lei lo rubi a qualcun altro. Jackie però non ha fatto i conti con la legge pagana della foresta.La sua perdita della verginità con un uomo che non è suo scatena la violenza e il primo rito.La violenza mimetica è cieca: una società si unisce insieme per lapidare il capro espiatorio con l'obiettivo di riportare l'ordine.Hai preso qualcosa che non ti appartiene, annuncia Lottie, la sacerdotessa.Travis rischia di diventare la prima vittima del rituale, il suo aspetto assume quello di un cervo, ma la sua morte non è necessaria, non è stato lui a desiderare il bene altrui.E' stata Jackie.Jackie viene allontanata dalla capanna nel bosco, come il capro espiatorio viene allontanato dalle mura di una città e trova la morte in una improvvisa nevicata.Il suo sacrificio riporta l'ordine e sancisce il contratto tra le Yellowjackets e lo spirito della foresta: l'ape regina è morta e il suo corpo è il primo che viene cannibalizzato. Isolate e affamate, le Yellowjackets ritengono che Jackie sia morta per loro, che la natura abbia fatto loro questo dono.E si sfamano con lei.Dal desiderio di Jackie quindi nasce la violenza mimetica che porta al sacrificio del capro espiatorio che riporta l'ordine.René Girard per parlare della violenza mimetica e del capro fa riferimento al mito greco della peste di Efeso.Efeso è devastata dalla peste, la popolazione è disperata. Arriva Apollonio che comunica alla città che la peste verrà debellata solo grazie al sacrificio di un mendicante. All'inizio la gente era reticente dall'uccidere un uomo, ma una volta scagliata la prima pietra, agli occhi dei cittadini di Efeso lo straniero assume la forma di un demone.Ucciso questo demone, il demone delle peste, l'epidemia scompare.Il desiderio collettivo di violenza, il ciclo di violenza mimetica che acceca gli uomini al punto di far tramutare un altro uomo in demone, con la convinzione che la sua morte possa riportare l'armonia.Non è altro che la morte di Jackie, colpevole di aver portato lo scandalo per aver rubato l'uomo di Natalie, viene identificata come il capro espiatorio da uccidere per ottenere il cibo e risanare la loro società.La divinità della foresta aveva scelto la sua vittima e ha ripagato le sue adepte.Da allora Lottie istituisce il culto, la sua devozione e quella delle Yellowjackets tra riti pagani e sacrifici permetterà loro di sopravvivere.
Il grande dio Pan o Cernunnos: chi abita il bosco e l’anima
Qualcuno è tornato dalla foresta, qualcuno no, ma qualcuno c'è sempre stato.A tornare sono solo Lottie, Misty, Shauna, Taissa, Vanessa e Natalie.Con loro nel disastro oltre a Jackie e agli uomini c'erano altre ragazze che si aggirano alle spalle del gruppo, senza nomi, senza una storia.Sono chiamate ''le ragazze dell'altare'', il loro sacrificio al culto del bosco sarà il più tremendo e necessario per tornare alla società.Ancora non lo abbiamo visto, ma ci è stato preannunciato nella primissima scena, questo rituale in cui le Yellowjackets sono ormai selvagge, non più umane, che degli animali hanno assunto non solo le vesti ma anche le regole.Si sono trasformate nel dio che venerano.Ma di chi è questa presenza che infesta la foresta e l'anima delle sopravvissute e che le ha seguite anche nell'età adulta?
Le ipotesi sono due.Forse a parlare a Lottie e a richiedere dei sacrifici di sangue al suo altare è Cernunnos, divinità celtica della caccia e della natura selvaggia.Cernunnos dà ma richiede anche tanto indietro. Per permettere a Natalie di cacciare le sue belve ha bisogno di un tributo di sangue, che viene dalla morte e il consumo di Jackie.Cernunnos non permette che il figlio di Shauna sopravviva, un'anima forse troppo pura per la natura selvaggia, ma dona a Lottie la capacità di comunicare con lui, a Taissa la sua vera identità bestiale attraverso i sogni, a Misty la possibilità di redimersi.La foresta è disseminati di simboli pagani, di altari a cui Lottie affida cuori e sangue per ingraziarsi Cernunnos, e di lui indossa le corna quando istituirà il culto, diventando la sua sacerdotessa, la regina cornuta.C'è tuttavia un'altra possibilità, un collegamento tra Yellowjackets e un classico della letteratura gotica: Il Grande Dio Pan di Arthur Machen.Protagonista del romanzo è Mary, una giovane che attraverso degli esperimenti volti ad aprirle la mente al dio Pan, finisce intrappolata nella pazzia perché nella sua testa albergano solo orrori indicibili. Molti anni dopo, un'altra ragazza, di nome Helen, viene accusata di aver rovinato anima e corpo del marito che poi viene trovato morto.Helen si dice che sin da bambina preferisse la compagnia degli animali e della foresta a quella degli uomini. Tutte le persone che negli anni dell'infanzia e l'adolescenza di Helen entrano in contatto con lei spariscono senza mai essere ritrovati, non dopo aver raccontato di averla vista danzare nuda e folle intorno alla statua di un satiro.Anche nell'età adulta, intorno ad Helen si collezionano morti misteriose e una volta messa alle strette, Helen si toglie la vita ma non prima di rivelare la sua vera identità: quella di una creatura a metà tra la bestia e l'umano, figlia del dio Pan e della Mary che aveva aperto la sua mente a lui.Tutte le Yellowjackets sono Helen, figlie di Lottie che è la sposa del dio Pan.Taissa e Vanessa assumono caratteristiche animali, Misty ottiene delle capacità di sopravvivenza e adattamento uniche, Natalie cerca di sfuggire al passato attraverso le dipendenze ma dentro di se' alberga ancora la cacciatrice votata al dio.Shauna è quella che più di tutte è infestata dallo spirito, incapace di essere una madre e una moglie, trova se stessa soltanto quando si sporca le mani di sangue.Intorno a loro c'è una costellazione di morti, chiunque entri nella loro vita incontra la morte, tranne Vanessa, che viene punita con la promessa di una morte incombente per il cancro terminale.Tutte tornano da Lottie, leader di una setta sulle soglie del bosco, per fare i conti con il dio pan che è tornato a chiedere pegno di sangue.



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