La Porta Rossa ep3: Uncanny Valley
- Anna Maria Ristori

- Feb 18, 2022
- 11 min read
[sigla] Ciao! Questa è sempre la Porta Rossa e io sono sempre Annamaria! In questo episodio ti accompagnerò alla scoperta di un ambito estetico abbastanza complesso da spiegare ma divertentissimo per quanto da brividi. Sicuramente ti è capitato di vedere al telegiornale, quando fanno i servizi sulle nuove scoperte tecnologiche tutti quei avanzatissimi modelli di...androidi? Intelligenze artificiali in corpi antropomorfi? Insomma quei robot umanoidi che parlano, sorridono e giocano a tennis e che secondo le case di produzione dovrebbero iniziare a vivere tra noi tra poco. Non so te, ma io quando li vedo, sia quelli tra virgolette umani che quelli a quattro zampe mi vengono i brividi. Madonna te li ricordi i video del primo lockdown in Cina con i robot a quattro zampe tipo cani che andavano in giro a boh, controllare che non ci fosse nessuno o con lo spara igienizzante boh non ricordo cosa facevano, ma erano terrificanti. Quelli e tutti quegli androidi che intavolano conversazioni e hanno reazioni umane, mi fanno veramente venire gli incubi. Anche a te? Questa sensazione di repulsione che proviamo rientra nell'ambito della cosiddetta Uncanny Valley. Nel primo episodio, quando abbiamo parlato delle strategie dello spavento abbiamo fatto accenno al Perturbante se ricordi e la definizione che ti avevo lasciato era molto superficiale. Ti avevo lasciato con solo la descrizione di una sensazione di repulsione dovuta a qualcosa che non ci sembra del tutto corretto, che sembra avere qualcosa che non va nonostante al primo sguardo sembri perfettamente normale. Nella pagina Instagram, che se non segui ancora devi correre a seguire subito subitissimo, avevo provato a lasciare esempi grafici tratti da film per ogni tipologia di spavento e per il Perturbante scelsi un frame di Rabbits di David Lynch, una serie di cortometraggi assurdi e misteriosi tipici dello stile di Lynch con protagonista una famiglia di conigli antropomorfi. O meglio. Delle marionette animatronics con le sembianze di conigli ma con atteggiamenti e abiti umani. Non è la prima volta che vediamo animali antropomorfi, pensa a Robin Hood della Disney ad esempio, ma Rabbits della durata complessiva di 50 minuti ci lascia una sensazione strana, non solo per la trama su cui possiamo solo fare teorie a riguardo, ma proprio per l'aspetto dei nostri protagonisti. Padre, madre e figlia coniglio indossano abiti classici umani, un bel vestito , una giacca e cravatta e svolgono attività per noi normali, come entrare o uscire di casa, rispondere al telefono, portare una torta in tavola, ma con movimenti meccanici, burattineschi. E te sei lì che li guardi, già che non ci capisci niente di cosa stai vedendo perché credimi, Rabbits è come ogni prodotto di Lynch all'ennesima potenza, poi vedi sti conigli vestiti da persone normali con voci umane impostate, non naturali, e ti fanno impressione. Impressione ti dico.
Perché il tuo cervello non registra l'insieme del tutto. Vedi i conigli e dici 'ok sono conigli, ci sta, bellini i coniglietti'. Vedi i vestiti e le azioni e dici 'beh si vestono normali come me e la mia famiglia, fanno le cose che facciamo tutti' Però nell'insieme non ti torna. Sono cose che riesci a riconoscere ma stridono perché non sono esattamente come dovrebbero essere. Quello è il perturbante. Prova ad indovinare chi, tra tutti i filosofi ha scritto proprio un saggio intitolato Il Perturbante? E' lui o non è lui? Certo che è lui, Sigmund Freud! Sigmundino nostro incasella il perturbante come una categoria dell'angoscia e dell'orrore e nella sua opera va alla ricerca del significato del termine, in tedesco Das Unheimlich e delle situazioni che provocano in noi questa sensazione. Letteralmente, il termine Unheimlich è il contrario di Heimlich. Heimlich deriva da Heim, cioè casa e significa appunto confortevole, qualcosa di familiare. Il contrario quindi, perturbante, va ad indicare tutto quello che non è familiare, non è di casa. In italiano noi non abbiamo un termine preciso come unheimlich, ci affidiamo ad aggettivi come ambiguo, sinistro, inquietante. Però lo senti no, non è preciso, oh i tedeschi ce le hanno sempre le parole giuste per tutto. Torniamo però a noi. Dall'etimologia del termine analizzata da Freud, deduciamo quindi che il perturbante è una sensazione di angoscia provocata da qualcosa che dovrebbe far parte della nostra cerchia di conoscenze, di ciò che ci è molto familiare ma non lo è. Un esempio classico è la paura che molte persone hanno delle bambole o dei pupazzi da ventriloquo. Hanno l'aspetto di bambini e i bambini, almeno quelli non posseduti dal demonio, non fanno paura, ma le bambole stanno lì congelate nella stessa posizione, con gli occhi fissi e a volte con un trucco o abiti esagerati, che su un bambino vero non desterebbero impressione, nessuno scappa quando vede i bimbi in giro per carnevale o halloween, ma è proprio la loro immobilità, le loro dimensioni anomale che ci creano una sensazione di inquietudine. Assomigliano ai bambini ma non lo sono. Freud spiega dunque che il perturbante nasce da un tentativo di imitazione. Hai presente quando a volte su internet ci sono quelle gallerie di immagini di vip e di personaggi storici che si assomigliano incredibilmente? Tutta la storia di sosia, doppelgaenger? Cosa diciamo quando vediamo l'esatta somiglianza tra quelle due persone che però sappiamo essere distinte? ''Uh, fa impressione da quanto sono uguali!' Fa impressione. Eccallà il perturbante. Poi qui Freud attacca coi suoi pipponi sui traumi infantili dovuti alla madre ( e quando ti sbagli), ma a noi purtroppo non interessa. A noi interessava capire il significato di perturbante prima di andare a vedere cos'è l'uncanny valley. E ora eheheh, te non puoi sentirmi ma sto strusciando le mani perché mi diverto troppo a parlarne. Qualcuno, qualche genio dell'internet ha fatto un grafico semplice semplice per spiegare l'uncanny valley e io te lo posterò sul blog insieme allo script così puoi vederlo, io intanto te lo descrivo così iniziamo a capire di cosa stiamo parlando. Allora: te immagina un tostapane, l'hai presente un tostapane no? Ok, fagli gli occhi e la bocca, fatto? Fatto Immagina il tostapane con gli occhi e la bocca tipo in 3d come nei cartoni della pixar. Facciamo un passo avanti, hai mai visto Shark Tale? Quel capolavoro di cartone animato coi pesci doppiati da praticamente tutta hollywood? Se non ce l'hai presente vai vedere delle immagini, i pesci erano disegnati con alcune caratteristiche simili alle sembianze dei doppiatori (c'era uno squalo col neo sulla guancia di Robert De Niro, doppiato da Robert de Niro ad esempio). Ecco applica questo concetto al nostro tostapane, facciamo finta che il nostro tostapane abbia la mascella di Marlon Brando nel Padrino. Poi immagina Marlon Brando.
Ora, tra Marlon Brando vero e il tostapane con la faccia animata di Marlon Brando ci sta l'uncanny valley. Sarebbe un tostapane che assomiglia a Marlon Brando ma non è Marlon Brando, ma non è neanche più un tostapane. E' qualcosa di ibrido. E inquietante perché assomiglia a qualcosa che noi conosciamo ma non lo è. Questo grafico con l'esempio del tostapane e di marlon brando è uno dei più usati per spiegare il concetto, ma chi ne ha parlato la prima volta? Il primo che ha parlato della zona perturbante come la intendiamo noi oggi è stato lo studioso di robotica giapponese Masahiro Mori. Già negli anni 70, Mori teorizzò che esiste un livello di somiglianza realistica di qualcosa di non umano all'essere umano che smette di essere piacevole ma diventa terrificante. Lui stesso creò un grafico, che come l'altro ti posterò sul blog, è un attimo più scientifico e complesso di quello del baby tostapane carino che diventa Marlon Brando ma te lo riassumo brevemente così: l'ascissa cresce o si abbassa a seconda di quanto noi troviamo piacevole la somiglianza di tali oggetti con l'essere umano, si alza ad esempio con i burattini del teatro giapponese, con le protesi degli arti e si abbassa terribilmente davanti agli zombi, ai cadaveri. Poi ci sta la zona perturbante, in cui troviamo gli androidi che si muovono e parlano come noi, hanno reazioni simili alle nostre, sono incredibilmente identici a noi ma i loro movimenti non sono fluidi, la loro voce è sintetica, come è sintetica la loro pelle che quindi si muove come Cicciobello Bua, non con tutto il cantiere di muscoli che noi mettiamo in movimento per fare un sorriso. E ora che abbiamo capito cos'è l'uncanny valley, tuffiamoci negli esempi nel mondo del cinema ihihi! Ti ricordi quando tipo nel 2010 ci fu tutto quel filone di found footage copia e incolla in cui troupe televisive credibili come quelle di Mistero si avventuravano in manicomi abbandonati, ospedali infestati ecc, tipo Esp Fenomeni Paranormali. Ne usciva uno alla settimana di quelli. E puntualmente, il boss finale era sempre un paziente mostro alto tre metri con le braccia e le gambe lunghissime, la faccia pure lunghissima che urla e si muove tutto tarantolato. Sempre. A parte il jump scare telefonatissimo, quei soggetti ci fanno paura perchè si aggirano nella zona perturbante. Sono umani, o forse lo erano, comunque hanno l'aspetto umano ma non del tutto. Mi viene in mente Esp, che poi il titolo originale era Grave Encounters, poi The Taking of Deborah Logan. Il cinema horror ha sempre giocato tantissimo con l'uncanny valley, perché funziona, abbiamo visto che proprio fisicamente siamo predisposti a reagire davanti a qualcosa che ci disturba. A proposito, lo senti? Oh, arriva! [opening di attack on titan1] Se dovessi chiedermi di dare un esempio proprio veloce di uncanny valley, io ti risponderei: i giganti di attack on titan! Attack on Titan, l'attacco dei giganti o in originale Shinjeki no Kyogin è uno dei manga/anime che nello scorso decennio è esploso come uno dei più famosi nel panorama ed essendo i giganti il suo punto forte, il creatore Hajime Isayama si è divertito, ma non divertito, si è proprio sbizzarrito a disegnare dei giganti al limite del comico per quanto sono grotteschi. Se lo conosci sicuramente sai già di cosa di sto parlando, ma se non lo conosci provo a descriverti la situazione molto molto in generale perché per parlare di Attack on Titan servirebbe un intero podcast. Siamo in un ipotetico medioevo postapocalittico in cui la popolazione mondiale rimasta vive all'interno di mura per sfuggire ai giganti. E questi giganti vanno dai 2 metri a più di 50 metri di altezza e hanno caratteristiche fisiche assurde, grottesche, comiche, proprio perturbanti. Hanno pancione e gambette minuscolo, corpi piccini piccini e testone giganti con gli occhioni sbarellati fuori dalle orbite, sorrisoni a 32 denti stampati in faccia senza motivo e la maggior parte di loro ha la faccia rincoglionita. E quando partono all'attacco iniziano a correre in modo sbarellatissimo con le finger guns, o fanno la naruto run, con ste facce rimbambite e ti fanno riderissimo ma allo stesso tempo ti fanno proprio schifo perché lo vedi che sono disegnati proprio verosimili a delle persone (Isayama ha ammesso di aver disegnato dei giganti con fattezze di persone reali che conosce, tipo amici che proprio gli hanno chiesto 'hey bro mi disegni come un gigante scemo?') Per me attack on titan è proprio l'emblema dell'uncanny valley, i giganti sono proprio antropomorfi con pure il viso umanissimo ma le proporzioni sono sbagliate e hanno proprio quel quid che ti fa dire no no, che schifo. C'è stato poi un periodo, almeno non da noi perché figuriamoci, in cui nelle pubblicità era pieno di soggetti inquietanti. La più famosa fu una pubblicità del 1999 per la PlayStation in cui la protagonista era una ragazza da uno spiccato accento scozzese che teneva un monologo per convincerti a comprare la console, te lo faccio sentire [mental wealth commercial] Carina no? E se ti dicessi che la ragazza di questa pubblicità aveva braccia e gambe lunghissime e sottilissime, una testa abnorme e gli occhi allungati fino quasi ai lati della testa? La chiamarono alien girl proprio perché le sue sembianze assomigliavano a quelle di un extraterrestre ed è uno dei casi di uncanny valley più popolari. Ti ho inserito una sua foto nel blog ma puoi riconoscerla nella copertina dell'episodio, con le sue treccine e il suo sguardo terrificante. L'attrice era una ragazza alle prime armi col mondo della recitazione, di appena diciassette anni, neanche lei sapeva cosa la tecnologia avrebbe fatto al suo volto, come l'avrebbe deformata. La pubblicità riscosse talmente tanto successo, positivo o negativo che dir si voglia, che proprio sua santità David Lynch decise di girare un cortometraggio commerciale sempre per la Sony ispirato a quello della alien girl.
E chi se no. Abbiamo aperto l'episodio proprio con un esempio di perturbante di Lynch.. Per restare sul classico, non possiamo non citare il primissimo esempio di uncanny valley della storia del cinema e della letteratura. Pensaci un attimo. Chi assomiglia moltissimo ad un essere umano, perché tecnicamente è umano ma allo stesso tempo è spaventoso perché non è del tutto umano? Il mostro di Frankenstein, esatto. Il mostro di Frankenstein è un esempio perfetto per spiegare la zona perturbante: abbiamo una creatura al cento per cento antropomorfa, le cui parti anatomiche sono umane, ma nell'insieme, per quanto sia vicino alla perfezione data da un corpo umano, è comunque un mostro. Una bellissima analisi del mostro di Frankenstein e dei suoi significati antropologici la puoi trovare nel podcast di Monstrumana, che ti consiglio se ami la letteratura gotica. Noi restiamo invece nell'ambito del cinema ovviamente, e di Frankenstein e dell'importanza della sua rappresentazione nel primo cinema sonoro possiamo leggere nel libro Uncanny Bodies di Robert Spadoni. Spadoni ci racconta che all'uscita del primo film di Frankenstein nel 1931, la fortuna della pellicola fu dettata proprio dalla fascinazione e il terrore che il mostro impersonato da Boris Karloff incuteva nel pubblico. Ci racconta di come i cinema fossero tappezzati dell'immagine del mostro e che prima della proiezione venisse proiettata su schermo nero solo la faccia della creatura. Il pubblico era terrorizzato, ma allo stesso tempo provava pietà vedendo quest'uomo/non uomo affogare accidentalmente la bambina nella famosa scena e combattere con questa sua condizione di umanità non umana. Spadoni azzarda pure un paragone per me azzeccatissimo: lo slogan del film era Beware When You Meet Him Face To Face (fai attenzione quando lo incontri faccia a faccia), per ricordarci che è proprio la faccia del mostro ad incuterci inquietudine; lui paragona questa forza del viso del mostro di Frankenstein con quella della Monna Lisa di Leonardo, uno dei volti se non il più enigmatico del mondo dell'arte, oggetto di cospirazioni da sempre. Spadoni poi si sofferma sull'importanza del movimento della creatura, non fluido come quello degli altri personaggi, artificiale dovuto all'elettricità che l'ha portato in vita, quindi ritorna a quello che Masahiro Mori avrebbe poi scritto quarant'anni dopo l'uscita di quel film, sugli androidi e i loro movimenti non naturali che destano terrore. E ai giapponesi piace questo concetto sì sì, tanto che molti critici ritengono che una delle scene più spaventose del cinema giapponese sia la scena dello spirito che cammina al rallentatore del film Pulse, o in lingua originale Kairo. Vorrei concludere questo episodio ricordandoti che l'uncanny valley non funziona solo per qualcosa che vediamo, ma tocca anche il nostro apparato uditivo. Tutti quei suoni inquietanti delle cantilene con le vocine dei bambini che sentiamo magari nel film horror sono create proprio su frequenze che solleticano delle parti del nostro cervello che le riconoscono come qualcosa di sbagliato. C'è moltissima teoria sui suoni nel cinema horror, sull'importanza delle frequenze e delle dissonanze, magari ne parliamo un giorno! Per ora ti lascio con questa cosa qui [I feel fantastic audio] Quello che hai sentito è I Feel Fantastic appunto, un brano che qualche anno fa terrorizzò Youtube, poiché cantato (si può dire cantato?) da un manichino. Eggià. Tara The Android spuntò dal niente come fanno sempre i video creepy su youtube e non è altro che un manichino vestito da donna normalissima con un maglioncino di lana, dei pantaloni e se ne sta lì in piedi con il suo sguardo freezzato e la sua parrucca a caschetto bionda mentre dalla sua scatola audio esce questo brano. Lo puoi trovare senza problemi su Youtube ancora è uno dei video più famosi nel mondo del creepy ed è proprio un esempio classico dell'uncanny valley. Un manichino acconciato come una donna che canta con quella vocetta stridula e sintetica, quasi a voler imitare un essere umano. Se ti dico che è inquietante mi devi credere. Ti vengono in mente altri esempi di uncanny valley? Fammelo sapere su Instagram, come sempre trovi i link per seguirmi e per il blog in descrizione, ti aspetto al prossimo episodio della Porta Rossa, ciao!










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