top of page

EP 06: Paure dal Giappone

  • Writer: Anna Maria Ristori
    Anna Maria Ristori
  • Apr 1, 2022
  • 12 min read

Ciao, prima di iniziare con la puntata ci tenevo a ringraziare te e tutto il pubblico della Porta Rossa per l'amore riservato all'ultimo episodio dedicato al cinema horror trash italiano. È stato un esperimento, direi più che riuscito!

Ma ora partiamo e letteralmente intendo, partiamo, già, oggi, andiamo in gita alla scoperta di un paese dalla cultura meravigliosa: voliamo in Giappone e dato che siamo entrati nella stagione primaverile, possiamo immaginare di star passeggiando durante la fioritura dei ciliegi, ma ricordiamoci sempre che qui, tra fiorellini e prati verdi, dobbiamo pensare a cose molto meno allegre

È pur sempre un podcast, allora no?

E oggi vorrei parlarti dell'evoluzione del cinema horror giapponese, della sua filosofia. Tuttavia vorrei fare un piccolo disclaimer: non mi reputo esperta della cultura giapponese, tutto quello che so proviene dalle letture che ho fatto riguardo al Cinema; e se tu che mi ascolti hai una conoscenza più ampia credi abbia riferito informazioni scorrette mi farebbe piacere saperlo e essere corretta dato che quel poco che so del Giappone l'ho imparato soprattutto attraverso i manga e gli anime, e si sa che la cultura di ogni paese come universo e quello giapponese per me è molto affascinante, ma ripeto che la mia conoscenza è superficiale, legata soprattutto all'ambito del cinema e degli anime.

Detto ciò vediamo di buttarci a capofitto nella questione. Il cinema horror giapponese o J horror, possiamo suddividerlo in tre macro periodi: il pre Hiroshima chiamato anche periodo del Edo Gothic, il post Hiroshima e l'avvento di Internet, il post avvento di Internet.

Porre l'evoluzione della cultura nel contesto storico è fondamentale per comprendere la mentalità del momento, non possiamo immaginare che cosa abbiano pensato o sentito gli abitanti del Giappone dopo il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki, ma attraverso il cinema possiamo provare a capire e nel nostro caso il cinema horror è stato importantissimo per entrare nell'ottica della paura post nucleare.

Però prima dobbiamo partire dall'inizio. Le principali ispirazioni per il cinema horror classico giapponese sono i kaidan e il teatro.

Tipico che sia il kabuki o il noh.

Il teatro giapponese più che su una drammaturgia rappresentativa, più che su una trama, si focalizza sull' interiorità, l'emotività dei personaggi e principalmente storie anche di samurai. Faccio un esempio che puoi onon puoi aver presente, ma ci serve un attimo come riferimento per capire la filosofia delle creazioni della produzione nipponica.

Non posso esimermi dal citare uno dei miei anime preferiti, è forse uno dei più grandi prodotti animati della storia:

In Neon Genesis Evangelion, vediamo si scontri tra i grandi robot e angeli in uno scenario post apocalittico, ma l'introspezione di ogni singolo personaggio la fa da padrona, diventando la vera e propria trama, abbandonando

Donandoci negli ultimi episodi, introspettive proprio dei personaggi. Abbandoniamo ogni senso narrativo logico per dedicarci una panoramica dell'anima di questi personaggi. Teniamo buono li evangelion perché ci torniamo dopo per quanto riguarda il cinema post Seconda guerra mondiale.

Quindi abbiamo visto l'importanza dell'emotività, del teatro. Vediamo l'altra caratteristica principale che ha portato la nascita del J horror: i kaidan che cosa sono i kaidan? I kaidan o Kwaidan non sono altro che storie strane, storie di fantasmi.

Noi sappiamo che il Giappone è un paese fortemente spirituale, legato alle pratiche sia buddiste e scintoiste e quest'ultima fede prevede un'importante legame tra l'uomo e la natura che lo circonda e il rapporto fra uomo e vita si espande con la filosofia della reincarnazione e del ritorno a uno stato naturale dopo la morte.

Ed è proprio questo scontro tra vita e al di là alla base dei dei kaidan, nel Kaidan vediamo sempre spiriti irrequieti che cercano vendetta per dei torti che hanno subito, storie inquietanti, di fantasmi, di punizioni del Karma per chi ha commesso questi torti o per gli spiriti vendicativi.

Tutti i kaidan appartengono alla tradizione del folklore giapponese, principalmente del periodo Edo che va dal 1603 al 1868. E qui ho un altro riferimento di un anime da farti (io te l'avevo detto che la mia base sulla cultura giapponese viene principalmente dai manga e dagli anime!) Uno degli anime di punta del momento, amato tantissimo in Giappone, è Demon Slayer che tratta proprio la storia dei cacciatori di demoni durante il periodo Edo e sia manga sia l'anime si soffermano in modo particolare sulla emotività dei personaggi e dei demoni stessi, cosa che abbiamo già visto per quanto riguardava il teatro Kabuki.

Ma vediamo proprio che questi demoni vengono caratterizzati, viene rimarcato il loro desiderio di vendetta e di risoluzione, non si perde occasione per mostrare i torti che queste creature hanno subito durante la loro vita umana e che si ripercuote come contrappasso nella loro vita da demoni e quindi la loro sete di vendetta è è palese.

Se ti fermi a pensare a qualche film giapponese che conosci o magari pure rifacimenti americani dei originali giapponesi, ti renderai conto che letteralmente ogni film vede come protagonista un fantasma vendicativo, pensa a Samara di the ring, la Sadako dell'originale Ringu o pensa a the Grudge o all'originale JU-ON

Te le ricordi? Si dai di the Grudge ti faccio anche sentire l'audio.

Dai, quanto ci aveva fatto spaventare questo suono mamma mia, e pensa che prima del famoso del The Grudge, Ju-On aveva portato sullo schermo un film frammentato in tante storie, l'una slegata all'altra, ma comunque legate dalla presenza di case infestate di spiriti e pensa che dei Kaidan

dagli anni 60 in poi, ci hanno fatto delle saghe anche sulla stessa storia, magari dello stesso spirito della stessa storia kaidan, ne hanno fatti una saga anche di sei film. Quindi l'attaccamento a queste storie, è molto, molto forte.

Per fare un mini riassunto di quello che abbiamo visto finora ci basta fare un paragone, anche se

magari inappropriato con i nostri primi horror: noi abbiamo Nosferatu, Dracula, anche il dottor Caligari (di cui anche in Giappone hanno fatto una loro versione Frankenstein)

Come vedi sia in Occidente che in Oriente si sono raccontate storie della tradizione, per noi potevano essere i vampiri dei romanzi gotici, per loro i fantasmi di samurai o fantasmi che cercano vendetta dei kaidan.

Noi basiamo molte pellicole su bram stoker, su la fanu, loro hanno le loro storie tradizionali di spiriti e del loro teatro.

Lascia che ti faccia il nome di almeno un paio di pellicole che forse sono le più famose del genere, ossiaKuroneko e Onibaba in cui vediamo tutti gli elementi sia del teatro kabuki e vediamo le storie di samurai e poi vediamo storie di vendetta, di spiriti, spiriti di donne bellissime, classici fantasmi giapponesi con i capelli neri, le vesti bianche, gatti neri,

Noi I nostri li chiamiamo film gotici e anche loro li chiamano Edo Gothic, relativi al periodo in cui si svolgono.

E passiamo adesso al secondo periodo del j horror

Allora come ti ho detto all'inizio episodio, esiste un pre hiroshima e un post hiroshima. Come sappiamo, nell'agosto del 1945 sulle città di Hiroshima e Nagasaki furono sganciate

bombe nucleari che stravolsero il paese, è impensabile immaginare quello che la gente vivesse subito dopo quella tragedia, ma possiamo scoprire molto della mentalità del periodo attraverso la cultura, come accade in ogni corrente artistica che serve appunto per rappresentare la società del momento. Dopo Hiroshima nacque come plausibile il terrore del nucleare, della malattia, delle mutilazioni,della natura che vince sull'uomo. Ed è in questo periodo che nasce il sottogenere dei Kaiju, ossia coi film meravigliosi con i mostroni, soprattutto con a capo Godzilla.

Come ben sapete, il filone dei film con protagonista creature mostruose come godzilla e i vari comprimari, ghidorah ,mothra e compagnia cantante fanno parte proprio della tradizione giapponese e la passione è talmente forte che se ci mettessimo a contare tutte le pellicole dedicate a godzilla, iniziamo a pensare a due cifre.

(E tra parentesi io li adoro I kaiju, non so perché, forse perché sono cresciuta con un fratello e ci mangiavamo latte biscotti e mostroni a colazione, non lo so) Ora sono diventati elementi POP della cultura, ma il primo godzilla è proprio figlio della paura del post nucleare, delle conseguenze del nucleare e non a caso ti faccio di nuovo l'esempio di neon Genesis Evangelion che sviluppa la propria trama a neo Tokio 3, una Tokio immaginaria, sorta dopo quello che nell'Anime è chiamato second impact, nella finzione dell'anime è un impatto dovuto a tutt'altro che non starò qui a spiegarti, ma è indubbia l'ispirazione dell'impatto alle bombe su Hiroshima e Nagasaki . Esistono casi di pellicole bannate in Giappone come ad esempio Matango, poiché le malformazioni dei protagonisti, trattandosi di un body horror, somigliano troppo alle conseguenze delle radiazioni e fu ritenuto inappropriato.

Un altro sottogenere sorto in questo periodo è il Pink eiga.

Già, come dice il nome Pink, la componente principale di questi film è l'ostentazione della sessualità della nudità femminile, sono considerati i film al limite della pornografia proprio per la presenza di nudità, scene esplicite di questo sottogenere che porta queste pellicole ad avere una ricchezza di violenza indicibile.

Legata sia al sesso ma non sempre ma principalmente la componente sessuale è è fortissima e questi ritorno al discorso che facevamo lo scorso episodio su cannibal holocaust: nacquero tantissime discussioni sugli Snuff Movies e molti registi furono chiamati a processo per testimoniare che nessun membro del cast fosse morto e le violenze mostrate sulla pellicola fossero frutto solo di magistrali effetti visivi e speciali In questo genere ci rientra tutta la saga dei Guinea Pig che sono no just vibes, nel senso, cioè non c'è una trama ma c'è solo una sequela di scene stomachevoli di che possono comunque di diventate CULT.

E sai giapponesi piacciono queste cose strane; dobbiamo pensare anche che il paese stava risorgendo e c'era una forte rabbia conseguente alla guerra, tutto questo può essere considerato come uno sfogo di quella sete di violenza e frustrazione. come possiamo già dire dal nome Pink, le protagoniste principali erano le donne, figure femminili, pronte alla rivalsa dopo essere state vittime, donne alla ricerca di vendetta e pronte a tutto. Ora noi sappiamo che la società giapponese è ancora molto indietro per quanto riguarda l'emancipazione della donna ma nell' ambito artistico le protagoniste e/o antagoniste sono donne scaltre, spietate e bellissime. Forse per rimarcare la forza femminile, ancora tenuta a bada dalla società, una sorta di rivalsa, almeno su pellicola dell'ingiustizia della realtà o forse all'opposto, per mostrare che la forza della donna è sbagliata. Queste sono considerazioni mie, ci sono trattati lunghissimi, però ovviamente anch'io mi faccio un po un'idea. Può essere sì che lo facciano per esaltare la donna oppure come fare una morale per dire no, se alla donna viene data la possibilità di esprimere la sua sete di vendetta è troppo, quindi, come per rimarcare il ruolo della donna giapponese al suo posto

Pensiamo un attimo alle ferocissime protagoniste di Battle Royale, ad esempio

Donne, violenza, sì dai.

C'è un film di cui voglio parlarti, che è veramente l'emblema dell'assurdo, giapponese anche della femminilità giapponese e della fantasia e della potenza della tradizione orientale, che noi non potremo mai eguagliare in Occidente.

Il film di cui voglio parlarti e ovviamente Hausu del 1977, diretto da Nobuhiko Obayashi e per parlarti di questa incredibile pellicola ho scomodato un' eminenza del cinema horror.

Fonte principale per questa analisi è la recensione del buon Andrea Shiva, padre del cinema degli eccessi, che mi ha gentilmente dato l'okay per poter citare il sue elaborato su Hausu che puoi e devi assolutamente recuperare su Youtube.

E già la genesi di Hausu è originale: l'idea per il film la dobbiamo alla figlia di Obayashi, che all'epoca aveva solo tipo 8 anni, che raccontò al padre delle sue paure.

Quindi siamo di fronte a una storia che parla meno alla razionalità adulta e più alla irrazionalità infantile di quelle paure della creatività allegate solo al mondo dell'infanzia; e di cosa parla Hausu?

Hausu è la storia di questa giovane adolescente che non accetta la nuova relazione del padre con una nuova donna e se ne va a trovare la zia materna con un gruppo di amiche.

Peccato che questa zia sia una strega che mangia le giovani per restare eternamente bella e fino a qui vediamo una storia che può assomigliare a una qualsiasi fiaba dei Grimm e si ritorna al tema delle paure e dei traumi dei bambini e si ritorna agli spiriti giapponese che abbiamo visto anche all'inizio dei kaidan, tutte queste storie di spiriti, di vendette eccetera. La casa inizierà dunque a prendersi le ragazze, una per una delle scene sono diventate CULT poiché nonostante desiderino essere spaventose risultano comiche e assurde come la testa fluttuante di una delle ragazze che era ossessionata dai cocomeri e finiva un pozzo e di lei resta alla testa e questa testa la prima cosa che fa è azzannare e il sedere di una ragazza e oppure c'e un'altra mangiata da un pianoforte o un'altra che spariva sommersa da degli asciugamani o da dei futon.

È un delirio, un delirio di non-sense condito da una fotografia ultra colorata, piena di effetti sbrilluccicanti animati e sfondi dipinti, tipo proprio cartone animato Puntualissimo è il paragone che Andrea Shiva fa tra Hausu e Alice nel paese delle meraviglie: il nonsense è quello, l'ambientazione pure, dovrebbe essere un horror, ma fa riderissimo e soprattutto ti lascia con la bocca aperta mentre ti chiedi'' ma che cavolo sto guardando?'' E questo era appunto l'intento di kobayashi, che ha lasciato creare la storia dalla figlia per metterci davanti al fatto che un bambino può essere terrorizzato da qualcosa che per un adulto non ha il benché minimo senso.

Però rientra tra J horror e anche Un pochino un pochino, un pochino del pink eiga perché 1- le protagoniste sono tutte delle giovani ragazze e 2-due, nonostante sia comica e fuori di testa, la violenza.

Cioè circa, c'è.

E prima di passare però all'ultimo segmento dell'episodio e al mio film horror preferito, l'ultimo aneddoto, forse più assurdo per chiudere il cerchio su Hausu: a Obayashi era stato ordinato dalla produzione una versione giapponese del film che all'epoca stava andando per la maggiore.

Il film che stava andando per la maggiore all'epoca era Lo Squalo di Steven Spielberg e Obayashi

Ha fatto Hausu

Che dire, che dire!

E adesso è finalmente giunto il momento che io ti parli del mio J horror preferito, di un film di cui potrei parlare per ore e ore intere. Una pellicola che fa da sintesi a tutto quello che abbiamo visto fino ad ora sulla storia dell'orrore giapponese.Sto ovviamente parlando di Noroi, capolavoro del 2005 diretto da

Noroi inizia come un found footage sul filone del momento che esplose con the Blair witch project, veniamo avvertiti che quello che stiamo per vedere l'ultima indagine del reporter Kobayashi, sì, lo so il nome è simile a quello del regista di Hausu e non so se la cosa sia voluta o meno.

Kobayashi è un esperto investigatore del paranormale scomparso senza lasciare traccia dopo un incendio misterioso e la morte della moglie.

E in questa prima parte vediamo quindi kobayashi investigare su una casa da cui sembravano provenire dei pianti di bambini e la scomparsa di tutte le persone che ci sono venute in contatto.

Vediamo poi delle sequenze da un programma televisivo in cui dei bambini mettono a prova le loro i loro poteri tipo telecinetici.

E unaltro programma ancora dedicato a fantasmi e al paranormale, in cui ci sono degli investigatori con un'attrice interpretata da un'attrice vera, cioè lei interpreta se stessa, quindi c'è anche questo momento di realtà di finta realtà di finto vero documentario di meta narrazione in cui esplorano un tempio in cui si dice risiedano delle oscure presenze. Queste storie sono all'apparenza totalmente sconnesse dalla trama principale ma mano a mano le vediamo intrecciarsi, vediamo i legami, farsi sempre più fitti, tra leggende folkloristiche di uno spirito malevolo chiamato Kagutaba e cospirazioni, tutto unito dal fil rouge che è la macchina da presa. in Noroi abbiamo quindi una storia di fantasmi appartenuta a secoli precedenti, e ci viene mostrata attraverso uno spettacolo di teatro come un rifacimento storico in costume del rituale, del combattimento contro Kagutaba; vediamo poi le paure e le cospirazioni del nuovo secolo e il tutto viene sublimato dalla videocamera che ci permette a noi che guardiamo attraverso la ripresa di vedere più di quello che i personaggi possono vedere, la maledizione, lo spirito si manifesta sul nastro più che agli occhi di chi riprende e ci lascia quindi testimoni del potere della televisione di nuovo in chiave orrorifica Noroi è un film piuttosto lungo, ma per me potrebbe durare 8 ore e ne resterei sempre totalmente rapita e la cosa che mi piace di più è che non ci sono jumpscare, sono tutte quelle strategie cliché che noi siamo abituati a vedere negli horror occidentali.

In Europa non c'è nulla di tutto questo. Noi scopriamo insieme ai personaggi passo per passo ogni tessera del mosaico e più che paura immediata proviamo un senso di ansia perché ci rendiamo conto che tutto è collegato, ma non sappiamo come e più andiamo avanti più veniamo messi di fronte a nuovi collegamenti e tremiamo perché stiamo lì sulla sedia, dire ''OK dimmi che cosa ci sta dietro, accidenti!'' hai un crescendo di tensione che esplode proprio negli ultimi istanti della pellicola. Proprio negli ultimi secondi lasciandoti a occhi aperti Che filmone, che filmone.

Siamo al giro di boa anche di questo episodio e prima di chiudere mi faceva piacere dirti proprio due parole su un'artista giapponese che per me è il re dell'Horror: sto parlando di Junji Ito, disegnatore, mangaka, fumettista, autore, tutte cose.

Sia le sue storie brevi che le sue graphic novel più lunghe, come Tomie o Uzumaki sono le uniche opere scritte che veramente riescono a spaventarmi. Ho letto i più svariati romanzi horror, sia classici sia proprio quelli di oggi contemporanei usciti negli ultimi mesi, ma niente mi fa venire i brividi come Junji Ito Evidentemente influenzato da Lovecraft, Ito crea degli universi assurdi in cui l'orrore grafico è fuori controllo e non risparmia nessuno ma non ha una logica e non ha origine.

Le cose brutte e credimi, sono proprio brutte, brutte, brutte accadono e basta, e i personaggi non possono fare altro che subirle senza poter fare niente, senza poter capire da dove vengano e come. potrei farti l'esempio della storia ''capelli in soffitta'' in cui una ragazza viene decapitata

senza alcun senso dai suoi capelli che hanno preso vita e vogliono vendicarsi del ragazzo che l'aveva lasciata, oppure della storia del ''funerale della bambola demoniaca'' in cui dei genitori hanno una figlia che si trasforma di giorno in giorno in una bambola terrificante e per loro sembra normale, perché parlano come se ogni genitore nel mondo abbia un figlio che a un certo punto si trasforma in una bambola orrenda, ma loro la tengono lì buona su una poltrona, come se veramente tutto fosse normale. Sono storie allucinanti che proprio non risparmiano i dettagli truculenti nei disegni che sono proprio il marchio di fabbrica di Ito, che sono terribilmente bellissimi.

Storie in cui i personaggi sono poco caratterizzati, non ci lasciano empatizzare con loro proprio perché l'unico obiettivo di Ito è quello di farci dire 'ok tutto molto bello, sono tutti tranquilli, dov'è la trappola?'' Giri pagina e trovi il delirio.

Bene, io ci tenevo citare Junji Ito nell'episodio dedicato al Giappone, non mi sarei mai perdonata se lo avessi lasciato indietro e ti ringrazio come sempre per avermi ascoltata e io ti aspetto per il prossimo episodio.

Fonti: https://www.youtube.com/watch?v=GZFS0TaqxAA https://www.youtube.com/watch?v=RGw-R6Fg-rQ https://www.youtube.com/watch?v=T_rTeYVwYXE

Comments


Post: Blog2_Post

©2019 by Annamaria Ristori. Proudly created with Wix.com

bottom of page