07: L'Infanzia nel cinema horror
- Anna Maria Ristori

- Apr 15, 2022
- 11 min read
Ciao, questa è La Porta Rossa e io sono sempre Annamaria. In questo episodio andiamo a toccare non sottogenere, non una corrente, bensì un soggetto che torna spesso negli horror da praticamente sempre, parlo de i bambini.
[audio]
Spesso nei film horror vediamo quei bambini in cui tantissimi attivissimi e demoniaci e il legame tra horror e infanzia può dare il là a tantissime riflessioni, cerchiamo di non fare casino però e procedere con ordine. Mentre ero alla ricerca delle mie fonti per questo episodio mi sono imbattuta in un bellissimo saggio sul tema che ti lascio ovviamente nelle nelle fonti che puoi trovare sul blog, che affronta il tema del bambino nell'horror, sia dal punto di vista psicologico ma anche fisiologico, toccando il tema dell'evoluzione sessuale e del queer nel cinema horror con protagonisti infantili.
Oggi noi ci dedichiamo più alla parte psicologica e sociologica ma mi sono riservata di utilizzare, tra le altre fonti, pure capitoli di questo saggio per quando parlerò del Queer nell'Horror. La cosa più interessante che ho trovato in questa lettura è stato lo schema che viene proposto: ci viene proposta una suddivisione in archetipi di bambino che solitamente troviamo nella società e nel cinema e adesso viene abbinato un fulcro sia una caratteristica che funge da chiave per lo sviluppo, per lo scatto evolutivo del bambino; la società umana, nel nostro caso, funge da rottura con il buono e introduce il bambino alla sua controparte cattiva come villain nel cinema horror.
È difficile spiegarlo così in generale ma è molto più semplice in realtà quindi partiamo da un esempio: partiamo da un BAMBINO A, nella vita il bambino A o quel bambino A possiede una determinata caratteristica innata che lo porta a diventare adulto A ma nel nostro caso nel cinema horror diventa A1, lo stesso bambino ma cattivo.
Vediamo questo schema punto per punto, così facciamo chiarezza e soprattutto facciamo degli esempi pratici.
-Il primo archetipo è l'innocente, il cui fulcro è la conoscenza che lo rende il custode, l'innocente è il classico bambino emblema della purezza, anche psicologica dell'ingenuità, ma in senso positivo è quello che è considerato il bambino buono, così puro e proprio perché è così puro la sua capacità di farsi manipolare, corrompere, diventa maggiore.
E una volta che l'innocente viene esposto a una nuova conoscenza che lo corrompe, l'innocente diventerà il custode che custodisce.
E è questa conoscenza che ha subito e che gli è stata mostrata che lo ha corrotto. Potremmo ipotizzare un trauma che si ripercuoterà nella vita adulta del bambino senza che possa farci niente o senza che se ne accorgano i comportamenti, proprio come la corruzione è stata vissuta in un modo passivo da una mente tra virgolette più manipolabile, più fragile nel cinema horror. Questo accade quando un bambino subisce l'influenza del male di turno, possa essere una possessione e dovrà vivere di conseguenza.
E da bambino quella condizione di crudeltà e portare esso stesso crudeltà: facciamo l'esempio di Claudia, dell'Intervista Con Il Vampiro, lei è una bambina trasformata in vampiro che resta una bambina. I secoli passano, ma il suo corpo e il suo animo resta quello di una bambina che però è diventata una portatrice di morte e sanguinaria e feroce, anche senza che se ne renda conto.
Le sue azioni sono istintive, che compie nel bere il sangue; l'innocenza di una bambina che però ha subito un cambiamento nei secoli è maturata come fosse un adulta, ma è comunque una bambina.
Stessa cosa possiamo dire dei due bambini del Giro di Vite di Henry James che è stato adattato sempre un po' a cazzo di cane, tranne i due casi ( uno è The Haunting of Bly Manor) e l'altro The Innocents degli anni 60. E di questo ecco, voglio fare il riferimento appunto perché è più appropriato per il nostro caso: i bambini vengono posseduti involontariamente e inconsciamente dagli spiriti dei morti inquieti e le loro azioni comportamenti diventano di minuto in minuto, sempre più ambigui, sempre più inquietanti, sempre più adulti, perché nella loro anima alberga un adulto, ma mantengono comunque quello spirito inconsapevole e ingenuo dell'infanzia.
-La seconda categoria è il bambino allo stato di natura. Questa categoria vede il bambino come un'ideale del primitivo, del selvaggio non intaccato da usi e costumi della società moderna. Questo concetto lo ritengo importantissimo negli studi di psicologia e del gender al momento della nascita il bambino è puro e il vero se stesso E nei primi anni si comporta secondo i propri sentimenti e pensieri, senza subire la pressione della società per quanto riguarda ideali, religiosi, politici, sociali di orientamento sessuale o della propria identità di genere. Il bambino, allo stato di natura, è il più libero ideale di essere umano.
Bambini come Tarzan o come Mowgli sono in contatto con la natura e hanno un rapporto con la natura profondo che l'adulto ha perso.
Il loro fulcro di corruzione e questo controllo del sé a contatto con la natura e poi con la società.
Il bambino che si scontra con le pressioni della società diventa nel cinema horror il bambino ferale con una sensibilità verso il paranormale più acuta, come la piccola protagonista di Poltergeist o le le bambine del film mamma. Si sa che i bambini hanno una sensibilità maggiore verso.
Quello che c'è oltre il velo della conoscenza, il bambino non ha limiti.
E vediamo spesso bambini che hanno amici immaginari e sono i primi a percepire presenze paranormali nei film horror, ma anche nella realtà molte persone è capitato di avere amici immaginari no? Poi nel crescere la società ci impone di perdere quella parte immaginifica,
ponendoci davanti ad un muro che ci allontana da quel mondo di magia e fa parte dell'infanzia, ma negli horror abbiamo questi bambini che non perdono il loro contatto con l'oltre e diventano il filo che connette il paranormale e il mondo reale.
Nel nostro caso, questo contatto rende i bambini fuori controllo e crudeli. Un esempio?
Che penso possa essere calzante è quello dei bambini di quel piccolo gioiellino di Sinister. Il primo, il secondo no, il secondo è un'allucinazione collettiva, i bambini entrano in contatto con un'entità che solo loro possono percepire, il demone Bughuul che le porterà a compiere atti di una crudeltà indicibile, fuori da ogni etica e morale di qualsiasi società.
È letteralmente uno dei miei horror preferiti, con un bravissimo itac diretto da Sua Maestà Scott Derrickson. Che la maggioranza di noi conosce per essere anche il regista di Doctor strange della Marvel.
Veditelo, se non hai paura degli horror perché è una perla.
-Il terzo tipo che affrontiamo è forse il più semplice è il sognatore, il bambino creativo che immagina mondi e storie fantastiche senza essere macchiato dal cinismo del mondo adulto, un po come Wendy di Peter Pan o Momo di Michael Ende, o soprattutto Bastian del La Storia Infinita, sempre di Ende.
Che cosa può rompere l'idillio di questa creatura? Il lavoro, la fatica?
Quello che è imposto dalla società, anche un gioco imposto dalla società, una volta che il bambino creativo viene toccato da un dovere che mette a rischio la sua creatività che pone un freno al suo essere il sognatore diventa distruttore sfruttando la sua creatività come forza distruttiva.
Un bambino del mondo horror che è l'emblema del sognatore è Danny di Shining: il suo luccichio è un potere proprio della sua persona, che gli permette di sapere e vedere più degli adulti intorno a lui.
Ma per me il sognatore che diventa distruttore per eccellenza è Brandon di brightborn.
Brightbuen, praticamente la storia di Superman solo stavolta Superman è il cattivo, la cosa divertente di brightborn è che dietro a questo film c'è James Gunn, il regista dei guardiani della galassia che dopo essere stato mandato via dalla Marvel ha detto ''Ok, io ora faccio un film sul più famoso supereroe della concorrenza lo faccio horror'' perché Gunn è uno svalvolato, cioè lui proprio non non si risparmia, cioè lui se ti deve far vedere le budella, te le fa vedere tutte.
E infatti ha fatto brightburn e la nuova suicide squad che è un delirio, lui ormai è passato alla concorrenza e si sta divertendo da matti
La conosci la storia di Superman, sai come una coppia si ritrova un bambino nel campo accanto casa e questo bambino è l'erede di una stirpe aliena e sviluppa dei poteri eccetera.
Ecco Brandon è il negativo di Clark Kent: è un bambino estremamente creativo, sta sempre a disegnare. Poi scopre la verità sulla sua identità, si scontra con la responsabilità di doversi comportare da umano quando lui umano non è e non può assolutamente restare ingabbiato, quindi la sua creatività si trasforma in una forza distruttiva assoluta, una volta che il suo vero io si risveglia, distrugge tutto. -L'altro archetipo è il bambino saggio, un bambino estremamente dotato di un'intelligenza fuori dal comune, un prototipo di mini adulti che porta in sé una previsione dell'evoluzione della specie, un bambino speciale. Non so se hai mai sentito parlare tipo di bambini indaco. I bambini di questo tipo non hanno la stessa sensibilità e l'innocenza, sono troppo avanti.
Sono più adulti che bambini, ma allo stesso tempo sono sempre i bambini. L'innocenza è assente perché il loro cervello è totalmente sviluppato, smaliziato, ma nell'essere bambino c'è quell'assenza di morale ed etica, quindi sono messi davanti a questa corruzione che è l'assenza di trasparenza.
E diventano alieni parassiti che invadono l'ambiente in cui vivono e infestano il mondo con la loro crudeltà, come ad esempio i bambini del Villaggio dei Dannati:bambini spuntati dal nulla, con poteri mentali incredibili che si scoprono essere frutto di una razza aliena che però sono diversi da Brandon di brightburn perché lui si comporta come un bambino, anche nel, nel modo di pensare.
Loro invece sono proprio tutta un'altra cosa.
Un'altro esempio di bambino saggio che diventa alieno attraverso la sua ambiguità, è l'unica e sola Rhoda Penmark di The Bad Seed, la tipica bambina biondina con le trecce, brava, bravissima, intelligentissima, che però manca assolutamente di empatia e non si fa problemi ad ammazzare gente e animali per ogni suo minimo capriccio e questo perché viene fuori che lei è la figlia naturale naturale di una serial killer e appunto è il seme cattivo, lei è stra avanti nella sua intelligenza ma non ha morale o empatia.
-L'ultimo archetipo che dobbiamo analizzare è il rickster, il Combinaguai, il classico Dennis La Minaccia o Madeleine.
Questa categoria, forse la più semplice da portare nell'horror, perché combina guai, ha già in sé il desiderio di caos e il desiderio che lo porta a diventare il demone, il mostro infante per eccellenza che porta distruzione per il suo semplice gusto e desiderio di farlo, che deve ottenere per forza quello che vuole fregandosene delle conseguenze.
Come Damien di omen il presagio, quello originale, non quella pecionata clamorosa con Julia Stiles che fa la madre.
E può e non può essere un paragone azzeccato ma il tema è comunque attinente: c'è un episodio di Halloween dei Simpson in cui il combinaguai per eccellenza Bart Simpson (Bart Simpson è proprio il trickster) e in questo episodio è dotato di poteri soprannaturali che gli permettono di controllo mentale di utto il mondo e di sottomettere l'intera umanità al suo volere, che deve sempre sorridergli e avere sempre pensieri felici altrimenti le pene sono indicibili.
E I Simpson stessi, la propria famiglia gli deve sorridere sempre, lo deve sempre trattare con riverenza, e al primo capriccio in cui il padre, Homer, lo rimprovera e gli dice: - Basta, adesso questa storia- Lo trasforma in un pupazzo a molla
E' molto grottesco e credo sia perfetto per sintetizzare l'idea del trickster che diventa demone.
E ora che abbiamo visto tutte queste categorie, passerei in rassegna alcuni esempi tra le due macro categorie del bambino nell'horror come critica alla società.
E vediamo il bambino individuo nell'horror che appunto diventa una critica all'età adulta e alla società, a quello che la società impone e poi vedremo i bambini nel collettivo.
Il bambino, come abbiamo visto prima, rappresenta tutto ciò che esiste in natura e che è intonso dalle pressioni della società. Il bambino e l'inconscio è il sé più reale, quello che noi adulti teniamo nascosto perché non accettabile dalle norme e dalle convenzioni, la libertà del bambino esplode nell'horror in tutte le sue espressioni, sia intellettuali sia corporali, che per la società sono aberranti come tutte le volgarità dette e fatte da Regan dell'Esorcista quando è posseduta dal demone Pazuzu che sono proprio un attacco alla società del nostro tempo.
Regan, povera figlia, ha i genitori divorziati e già questa è una fase della vita che segna un bambino .
Lei si trova proprio in quel confine tra infanzia e adolescenza, lei è ancora legata alle cose da bambini e tutti si aspettano un certo atteggiamento dai bambini e poi c'ha questa madre attrice che, almeno per me, da ciò che ho appreso dal libro e dal film, non è che di Regan se ne fregasse molto;
la lascia sempre con questa maestrina cattolica che le insegna tutto e le fa da scuola; e quand'è che la madre si mette in allarme? Quando Regan inizia ad avere comportamenti che se non si confanno più con quelle di un bambino: Regan inizia ad utilizzare termini volgari e ad utilizzare il proprio corpo, liberandosi di ogni cioè di qualsiasi elemento corporale possibile, il vomito, la defecazione, tutte cose e a sua possessione diventa una metafora della ribellione del preadolescente e dell'adolescente alla normatività della società.
Il risveglio sessuale, l'irruenza sessuale che poi Regan esercita andando direttamente contro gli insegnamenti cristiani è il simbolo della rottura con l'infanzia e l'influenza che i bambini subiscono Per Regan è la possessione a liberarla, per Carrie di Stephen King? èil menarca a risvegliare i suoi poteri che la porteranno a liberarsi dal giogo della madre, dalle bulle della scuola. La telecinesi diventerà come un'espressione del suo inconscio che va a distruggere la società che l'ha torturata.
Purtroppo però, questi protagonisti infantili subiscono spesso la punizione della morte, come quasi tutti i protagonisti dei dei film horror; la loro morte poi va a simboleggiare il ritorno dello status quo, come come a dire 'questa deve essere la società, questo deve essere ciò che è normale' Rregan ritorna a essere una bambina normale una volta esorcizzata, che non ricorda neanche quello che ha subito e torna ad essere un innocente bambina sotto le ideologie della società moderna.
E all'opposto, invece vediamo il bambino nel collettivo: il villaggio dei dannati, il signore delle mosche, Children of the Corn, tutte opere che vedono come protagonisti/antagonisti allo stesso momento gruppi composti solo da bambini.
Questi bambini fondano una nuova società con le proprie leggi, le proprie regole, in totale opposizione a quella adulta e in questo modo, quando l'adulto si scontra con il bambino, che però non è solo, perché un adulto con un bambino è sempre una posizione di superiorità, qui si scontra invece con un vero e proprio nuovo nucleo sociale e avviene uno shock e ci mostra quanto le norme del mondo adulto, quanto la razionalità adulta sia diversa nella mancanza totale di controllo e di empatia di questa nuova cultura fondata da questi bambini crudeli.
Solitamente al collettivo è composto come un branco animale con uno dei bambini eletto come il capo, il più intelligente, subito sotto ci sono i più forti fisicamente e le bambine solitamente vengono rilegate solo alla funzione materna di crescita, nutrimento e con l'avvento del menarca della riproduzione.
Proprio come degli animali sviluppano poi una mente alveare, spesso basano questa loro società su un culto pagano.
Questi collettivi rappresentano il primitivo, quello che noi eravamo prima dell'avvento della modernità, della cristianità, della tecnologia, del capitalismo e penso soprattutto a Children of the Corn che è la mia opera preferita di Stephen King, in cui scopriamo che questa intera cittadina è stata massacrata dai bambini che si sono riuniti in una setta dedita al culto di colui che cammina tra i filari, una divinità assetata di sangue che vive nel grano e al quale i bambini offrono gli adulti come sacrificio e anche loro stessi una volta che hanno raggiunto all'età dell'adolescenza, quando si avviano più all'età adulta. È una vera e propria critica alla società moderna e ci dimostra che se gli uomini rinunciassero alla modernità tornerebbero ad uno stato primitivo, abbracciando l'istinto animalesco che hanno abbandonato, evolvendo.
Su questa stessa linea di collettivi di bambini che si riuniscono in una setta religiosa che desidera annientare gli adulti, anche c'è anche lo spagnolo Who Can Kill a Child, titolo originalo Quien Puede Matar a un Nino e io ti consiglio pure Gli Eredi di Wolf Dorn, che in cui si investiga su delle morti misteriose avvenute in una cittadina e che sono ovviamente causate dai bambini.
Ci si focalizza all'inizio di Quien Puede Matar a un Nino sui traumi che i bambini subiscono:
divorzi, lutti, malattie, abbandoni, abusi, tutti i dolori che già per un adulto sono tremendi da affrontare e che per i bambini ancora di più, non avendo gli strumenti adatti per reagire, emotvi e mentali che ha un adulto per poter reagire ed elaborare.
Ed è così che di fronte a questa crudele realtà del mondo adulto, questi collettivi decidono di attuare la propria vendetta e rigettare ogni tipo di norma adulta e tornare ad uno stato primitivo senza regole se non quelle ancestrali.
OK, io penso di averti illustrato un bel po di pellicole, concetti interessanti, a me piacciono da morire I film con I bambini cattivi ahahha
Io ti aspetto al prossimo episodio, ciao! Fonti: The Revolting Child in Horror Cinema: Youth, Rebellion and Queer Spectatorship; Andrew Scahill

Comments